In Italia il 66% delle aziende crede di non poter fermare il furto dei dati. Si assiste inoltre ad una carenza nella sicurezza informatica e una visibilità limitata degli attacchi

Sicurezza informatica

Il 54% dei professionisti IT pensa che la propria azienda non sia protetta contro gli attacchi informatici avanzati e il 66% dubita di poter fermare la fuoriuscita di informazioni sensibili. È questo quanto emerso da una recente ricerca condotta dal Ponemon Institute in collaborazione con Websense, studio che ha anche evidenziato come l’82% dei professionisti della sicurezza IT intervistati, ritenga addirittura che le minacce informatiche a volte passino inosservate attraverso i sistemi di sicurezza della propria azienda.

Dati impressionanti, che appaiono ancor più preoccupanti se si considera che il 68% delle aziende non ha un’intelligence adeguata o non ha ricevuto informazioni riguardo ai tentativi di attacco e al loro impatto. In più, il 69% ha dichiarato che le proprie soluzioni di sicurezza non forniscono informazioni o non garantiscano che la propria soluzione li possa avvisare in merito alle cause più profonde di un attacco.

Il settore della cybersecurity ha pertanto ancora molto lavoro da fare quando si tratta di affrontare gli attacchi informatici”, ha dichiarato John McCormack, CEO di Websense. “I professionisti della sicurezza hanno bisogno di misure di protezione efficaci e di un’intelligence migliore per proteggere le aziende contro gli attacchi avanzati e la perdita dei dati”.

Il Report, oltre che dimostrare le carenze nei sistemi di sicurezza aziendali, ha evidenziato anche uno scostamento tra la percezione della violazione dei dati e la realtà – soprattutto in merito alla potenziale perdita economica che verrebbe registrata dalla propria attività in caso di attacco. Il 79% degli intervistati ha dichiarato infatti che i dirigenti delle aziende non danno lo stesso peso alla perdita di dati sensibili rispetto alla perdita in termini di fatturato. Questo elemento è in netto contrasto con una recente ricerca del Ponemon Institute, che indica come la violazione dei dati provoca serie conseguenze finanziarie per le aziende. Il costo medio per la perdita o il furto di dati è pari a 188 dollari e il costo medio di una violazione dei dati aziendali ammonta a 5,4 milioni di dollari.

Poca conoscenza degli attacchi subiti 

La ricerca stabilisce infine una visibilità limitata dell’attività dei cyber criminali da parte delle aziende: poco più della metà degli intervistati, il 52%, crede di conoscere abbastanza bene il panorama delle minacce che deve fronteggiare la propria azienda. Solo il 39% degli intervistati può dichiarare con certezza che la propria azienda ha subito una perdita di informazioni sensibili o confidenziali in seguito ad un attacco informatico. Addirittura il 52% di chi ha subito la perdita di informazioni sensibili o confidenziali non conosceva esattamente quali dati erano stati rubati.