Nonostante il processo di selezione interna rappresenti un fattore molto importante, il numero di imprese italiane che ricorrono a queste tecniche sono ancora poche

Sempre più, le aziende di tutta Europa devono far fronte a una serie di criticità quando si tratta di gestire la forza lavoro: dove trovare i migliori talenti? Come motivare i team nei momenti difficili?

Le persone sono sicuramente la risorsa più importante di un’azienda. Tuttavia, in molti casi, sono anche quella più costosa, e riuscire a massimizzarne il valore è un fattore determinante per il successo di qualsiasi realtà. Per questo sempre più imprese stanno focalizzando la loro attenzione sull’internal recruitment, fenomeno al centro di una recente ricerca condotta da Cornerstone OnDemand in Italia, Francia, Germania e Regno Unito, su un campione di 363 organizzazioni appartenenti a diversi settori.

Dall’indagine è emerso che il 77% delle aziende intervistate considera l’internal recruitment fondamentale o importante per la strategia di selezione del personale, anche se si riscontrano differenze tra i vari paesi. I risultati dimostrano che non sono i vantaggi a breve termine (riduzione del tempo dedicato alla selezione, dei costi delle attività di selezione e di organico) a guidare la strategia di selezione interna delle aziende intervistate, bensì le opportunità a lungo termine: crescita professionale del dipendente, mantenimento dei talenti chiave e del personale in generale.

La situazione in Italia

Il contesto della crisi economica, con il blocco delle assunzioni e un tasso di disoccupazione che raggiungerà il 12,4% nel corso del 2014, rende la fidelizzazione e lo sviluppo interno del personale qualificato un problema cruciale per le imprese italiane. Ciò considerato, l’indagine conferma che il processo di selezione interna viene considerato fondamentale o importante nelle strategie di selezione del personale da parte di almeno tre quarti delle aziende italiane, con un’attenzione particolare alla crescita professionale del dipendente (59%), seguita dalla fidelizzazione dei talenti chiave (47%). Tuttavia, solo il 31% delle aziende italiane ricopre più del 30% delle posizioni aperte attraverso la selezione interna.

L’analisi rivela che il divario tra strategia di selezione interna e misurazione della relativa efficacia sia un problema critico per le aziende italiane. Oltre il 47% delle aziende ha identificato la fidelizzazione dei talenti come il fattore principale per la strategia di selezione interna, ma solo il 22% delle organizzazioni ne esegue la misurazione. I due principali KPI effettivamente misurati sono la soddisfazione del dipendente e la percentuale di successo.

Per quanto riguarda la tecnologia, emerge, tra l’altro, che l’Italia è il paese che utilizza maggiormente il sistema di gestione delle prestazioni (32%) insieme al Regno Unito. Il 36% delle aziende italiane, inoltre, intende aggiornarlo nei prossimi 12 mesi.

I principali ostacoli che rallentano l’uso del sistema di selezione interna sono il timore dei manager di perdere le risorse migliori (70%), seguito dalla preoccupazione di causare risentimento tra i candidati (40%). L’Italia è il paese in cui la maggioranza delle aziende non ha ancora standardizzato i processi di selezione interna (30%).

Scarica la ricerca completa—->>>>      Internal_Recruitment_in_Europa_IT