Nel 2013 raggiunto un valore complessivo di 788,8 M€, in crescita del 16,9%. I Servizi cloud non rappresentano una tipologia di servizi adatta alla sola fascia PMI; anzi vengono percepiti da molte organizzazioni di grandi dimensioni come un’ottima soluzione per ampliare il data center aziendale.

[section_title title=Cloud segmento per segmento]

Il Mercato dei servizi Cloud Business in Italia per segmento

Sebbene cresca la domanda di servizi di Cloud Computing da parte di clienti di tutte le dimensioni, ad oggi la spesa è concentrata nella fascia TOP (> 250 addetti) che genera il 53,5% degli investimenti; le aziende di fascia Enterprise (50 – 250 addetti) contribuiscono alla spesa totale con una quota pari al 26,8%, mentre le aziende SME e SOHO (< di 50 addetti) con una quota pari al 19,7%. Il peso delle tre fasce di clienti cambia tuttavia se si passa dall’analisi del mercato totale all’analisi delle singole tipologie di servizi Cloud: in particolare in area SaaS l’incidenza delle aziende TOP scende al 44,9%, mentre le due fasce dimensionali inferiori presentano un peso del tutto analogo (27,6% per le aziende Enterprise Vs 27,5% per le aziende SME + SOHO).

Diffusione cloud 2

Questi dati confermano chiaramente che i servizi di Cloud Computing non rappresentano una tipologia di servizi adatta alla sola fascia PMI; anzi vengono percepiti da molte organizzazioni di grandi dimensioni come un’ottima soluzione per ampliare il data center aziendale. Allo stesso tempo i dati di mercato confermano che le PMI si stanno sempre più avvicinando al mondo Cloud, ma con un’attenzione maggiore rivolta all’area SaaS rispetto a quella IaaS, potendo la prima rappresentare l’opportunità di ridurre o annullare completamente gli investimenti infrastrutturali.

Il Cloud Computing sta producendo effetti significativi anche sul Sistema dell’Offerta ICT. A fronte dei cambiamenti in atto nella Domanda di mercato, gli Operatori ICT perseguono sempre più decisamente nuovi modelli di business, e fra questi il Cloud Computing ha particolare rilievo. Che il modello sia quello di Cloud Solution Provider o di Cloud Service Provider, è evidente la decisa crescita del numero dei Player attivi sul Cloud Computing in Italia.

Quasi tutte le tipologie di Player ICT tradizionali, compresi i Distributori, si orientano alla proposta di un’offerta Cloud, ed accanto ai principali player ICT si attivano sempre più operatori di piccole e medie dimensioni, con presenza regionale o locale. Chi propone e gestisce infrastrutture si orienta ai Cloud Services infrastrutturali; chi propone applicazioni inizia decisamente ad erogarle in modalità Cloud; chi ha fino ad oggi vissuto soprattutto di progetti si orienta decisamente ai servizi pluriennali. Non solo, l’offerta Cloud è in continua evoluzione: molti ISV e software house con applicazioni di proprietà che quindi per origine e tipologia di offerta si presentano come Cloud Solution Provider propongono anche offerte tipiche dei Cloud Service Provider, sostenendo direttamente gli investimenti necessari in infrastrutture e piattaforme.

Nonostante l’opinione diffusa che il Cloud Computing possa danneggiare le Terze Parti, offrendo ai Cloud Service Provider l’opportunità di disintermediare, in Italia sta crescendo il peso dei Partner di Canale, che possono aggiungere il proprio valore all’offerta del Cloud Service Provider oppure limitarsi alla sola attività di  rivendita, magari in white labelling, riuscendo così a presentarsi sul mercato in qualità di Cloud Service Provider senza tuttavia sostenere i necessari investimenti; non solo, è da segnalare il fenomeno dei Cloud Broker, che si propongono ai Clienti in qualità di Consulenti indipendenti e collaborano con l’IT Manager e le funzioni aziendali per trovare le soluzioni Cloud più adatte.

Il leader di mercato è Telecom Italia, con una quota del 13,6% sul mercato complessivo del Cloud Computing; ed a tal proposito è da sottolineare che su un mercato frammentato come quello dell’IT, tale quota è di tutto rilievo. Telecom Italia passa in seconda posizione (9,6%), dietro Aruba (9,8%), nell’area di mercato Public & Hybrid Cloud, mentre torna in prima posizione nell’area Virtual Private Cloud, con una quota del 19,6%, seguita da IBM che ne detiene una quota del 14,0%.