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Il mondo è profondamente cambiato rispetto a pochi anni fa grazie all’introduzione di nuove tecnologie che hanno trasformato essenzialmente il modo di lavorare e fare business delle imprese di ogni dimensione e settore. A giocare un ruolo fondamentale in questo processo è senza dubbio l’avvento del digitale, i cui vantaggi sono ormai un dato di fatto, grazie anche a numerosi studi che hanno dimostrato la correlazione positiva tra investimenti e risultati di business riscontrati.

Negli ultimi 50 anni la risorsa più importante era il capitale finanziario e le aziende investivano in scommesse sicure perché il costo del fallimento era troppo alto. Il processo di innovazione era quindi lento e i rischi elevati. Oggi invece non è più così: grazie soprattutto al cloud ed ad altre tecnologie distruptive, è possibile continuare a sperimentare ad un costo molto limitato” ha spiegato Luca Giuratrabocchetta, country manager di AWS Italia in occasione dell’AWS Transformation Day organizzato a Milano.

L’innovazione non è quindi un percorso a “linea retta”, ma fatto di tentativi ed errori grazie a continue sperimentazioni che comunque non garantiscono un successo certo o un risultato prevedibile.

L’idea può sorgere in ogni ambito dell’azienda perché tutti i dipendenti possono oggi sperimentare senza elevati investimenti e con un ridotto rischio, secondo un concetto di innovazione distribuita. Non è quindi un compito solo del team responsabile all’innovazione, ma è necessario dare la possibilità a qualunque lavoratore di sperimentare e fallire senza paura. Sono proprio i continui successi e i fallimenti a permettere all’azienda di progredire davvero” ha aggiunto Luca Giuratrabocchetta.

Il vantaggio competitivo deriva pertanto dalla capacità di portate innovazione in azienda, così da consentire all’impresa di poter lanciare nuovi prodotti e servizi in modo rapido e il più possibile rispondenti alle esigenze mutevoli della clientela.

Sulla carta appare quindi tutto facile: innovazione = benefici. Purtroppo però, nella realtà ci sono alcuni fattori che frenano ancora le imprese, tra cui una cultura aziendale restia al cambiamento che costituisce il limite maggiore.

La paura endemica del fallimento, oltre che non portare le organizzazioni ad esplorare nuove opportunità, non le avvicina a tecnologie ormai ben avviate. Lo hanno imparato troppo tardi le numerose imprese che hanno perso quote di mercato o che sono addirittura fallite proprio per aver voltato le spalle all’innovazione” ha aggiunto Luca Giuratrabocchetta.

Ne è un esempio Kodak, prima realtà a inventare le fotocamere digitali, ma che ne ha abbandonato il progetto per paura di non vendere più rullini. Sappiamo come è andata a finire.

“Rispetto che in passato, le imprese possono oggi contare sull’avvento del cloud che consente anche alle realtà più piccole di sfruttare una potenza di carattere Enterprise a costi ridotti, grazie alla possibilità di pagare in base all’uso e senza infrastrutture da dover implementare. Ne sono esempi Netflix, Airbnb, N26 che sono addirittura riuscite a trasformare radicalmente il loro settore di appartenenza proprio grazie ai vantaggi della nuvola ” ha aggiunto Luca Giuratrabocchetta.

A “vincere” non è quindi il pesce più grande che mangia quello piccolo, ma il pesce veloce che mangia quello lento. L’imperativo è pertanto uno solo: innovare per essere più flessibili ed efficienti.

Al fine di avere successo le aziende sono chiamate ad agire come startup, allontanare i timori legati al cambiamento, abbracciare il cloud, sviluppare il DevOps, utilizzare le giuste tecnologie per ogni determinato processo e basarsi sulla filosofia del Think Big, Start Small, Go Fast” ha concluso Thomas Blood, Enterprise Evangelist di Amazon Web Services.