Un seminario, organizzato dalla Commissione Ict dell’Ordine degli Ingegneri di Lecco, ha suggerito come utilizzare correttamente il Web 2.0 per promuovere le proprie competenze

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di Lodovico Mabini, libero professionista e consulente Ict

Sinora gli eventi organizzati dall’Ordine degli Ingegneri di Lecco erano stati indirizzati soprattutto ai nostri iscritti. La scorsa settimana, al contrario, abbiamo sperimentato la possibilità di trattare un tema divulgativo e di interesse trasversale. E ci siamo accorti che non è così banale, perché si deve rispondere ad esigenze organizzative più articolate, quali il fatto che solo una parte dei partecipanti poteva usare lo strumento istituzionale dei crediti formativi per l’iscrizione, mentre per gli esterni era necessario trovare altri strumenti, anche al solo scopo di gestire la capienza della sala.

Ma soprattutto abbiamo dovuto prestare una particolare attenzione ai contenuti ed al modo di divulgarli, perché la platea era molto eterogenea, e quindi si doveva stare attenti a non essere troppo “ingegneri”.

Come si usano i social

L’argomento trattato ha però agevolato l’aspetto comunicativo perché, riguardando il mondo del WEB 1.0, del WEB 2.0 e dei social network, ci ha permesso di “regolare” il percorso divulgativo, partendo dai concetti base, a molti sconosciuti, fino ad arrivare ad esempi reali maggiormente articolati.

Come membri della commissione informatica non potevamo che aggiungere quindi due “plus” all’evento, quali l’utilizzo di EventBrite per la gestione delle presenze esterne e, soprattutto, lo streaming in diretta sul canale Youtube del nostro ordine. Nonché gli strumenti social per diffondere l’evento.

Tre i relatori, tutti membri della Commissione dell’Ordine di Leccco, e con esperienze professionali diverse: io, Lodovico Mabini, consulente in comunicazione, Roberto Messora, ingegnere del software, e Massimiliano Cassinelli, coordinatore della nostra Commissione e direttore editoriale di Bitmat.

In apertura del convegno, per avvicinare la platea al mondo del social network, ho illustrato l’evoluzione di Internet, che è passato dai contenuti monodirezionali del Web 1.0 al Web 2.0, in cui sono gli stMabiniessi utenti ad alimentare i contenuti. Un nuovo approccio che mi ha indotto ad illustrare le funzionalità dei social network e dei portali 2.0 più diffusi, comunicando la relazione tra esigenze dell’utilizzatore e funzionalità specifiche dei diversi strumenti esistenti.

Anche la parte di uso corretto e trasparente del mondo Web/Social, con pillole di netiquette e regole di utilizzo, hanno completato la preparazione della platea agli interventi successivi, soffermandosi sulle funzionalità specifiche di Facebook.

Due casi concreti

Roberto Messora ha spostato l’attenzione sull’uso reale dei social nella sua attività di sviluppo software, in particolare l’uso di LinkedIn e Twitter in ambiente developer, di strumenti di Team Collaboration e il “Media Trend”, ovvero quanto i social influenzano la tecnologia e la modalità di sviluppo di applicazioni Business Oriented.

Ha infine terminato con un accenno ai BOT. Ovvero i risponditori automatici, nuova frontiera del customer care aziendale, che possono essere sviluppati in modo sempre più efficace

Massimiliano Cassinelli è intervenuto illustrando il suo rapporto con Web 1.0/Web 2.0/Social nel mondo dell’editoria. Un settore particolare, ma la cui esperienza può essere trasferita anche in altri ambiti, che il relatore ha illustrato con esempi ed approfondimenti, riportando l’attenzione della platea sulla assoluta necessità di affiancare strumenti web 1.0 a strumenti social e soprattutto sottolineando il principio di autorevolezza nella comunicazione Internet.

Un successo da replicare

A conclusione dell’intenso incontro, un intervento congiunto con Messora, ci ha permesso di focalizzarci sui principi di Web-Reputation, Influencer e Digital PR, che vedono nel consolidamento delle informazioni eterogenee del mondo Web uno strumento strategico per le scelte marketing delle aziende. Il tutto senza trascurare alcuni importanti principi di sicurezza per il mondo social: dall’uso delle password ai comportamenti “prudenziali”, senza dimenticare la strong autentication, tanto cara a noi ingegneri

Felici ? Sicuramente! Come per ogni relatore, avere una platea interessata e sapere di aver contribuito alla diffusione di informazione è una grande gratificazione. Gratificazione che è arrivata, guarda caso sulla pagina FaceBook dell’ordine, anche da enti pubblici. Insomma, quando si riceve un post con scritto “Fa piacere leggere che ordini professionali abbiano a cuore la diffusione della cultura!”, come professionisti “sociali”, ci si sente molto realizzati.

Lodovico Mabini

lodovico.mabini@gmail.com