Le password sono come le mutande

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L’indagine, volutamente ironica, ha lo scopo di sensibilizzare gli utenti sull’importanza della protezione della vita digitale

 

Passwords are like underwear” è proprio il nome di una ricerca con approccio ironico volta a sensibilizzare gli utenti sulle regole base di “igiene personale” volte a proteggere la vita digitale. Secondo la ricerca di Kaspersky Lab, in collaborazione con IFOP (Institut Français D’opinion Publique), gli utenti Internet sono meno portati a nascondere le proprie password rispetto alle proprie mutande, nonostante le password siano essenziali per mantenere al sicuro i propri dati online.

Per proteggere i nostri dati e informazioni sensibili, è sufficiente seguire 3 semplici regole:

1) le password dovrebbero essere cambiate spesso…ma non così spesso come le mutande

Quando è stato chiesto agli intervistati quanto spesso cambiassero le proprie password, si sono registrate significative differenze tra gli utenti dei diversi Paesi d’Europa. I francesi sono ultimi in classifica, con il 58% degli intervistati che afferma di cambiare le password meno di due volte l’anno e in alcuni casi mai. Gli spagnoli (46%) e i danesi (45%) faticano a fare di meglio. I tedeschi si attestano invece in prima posizione con il 36% che afferma di cambiare regolarmente le proprie password. Fortunatamente, quando si tratta della biancheria intima le cifre si invertono: l’87% dei rispondenti dice infatti di cambiarla tutti i giorni. Tuttavia, alcune nazionalità sono meno schizzinose di altre, in particolare l’11% di danesi non si preoccupa di indossare slip puliti tutte le mattine!

Sarebbe importante tenere a mente che, sebbene cambiare così spesso le password potrebbe avere alcuni lati negativi, gli esperti di sicurezza dei dati raccomandano di cambiare le password di tutti gli account quando c’è anche solo una minima possibilità che la propria privacy possa essere stata compromessa. Questa regola va applicata nel caso la tendenza sia quella di condividere le password con altre persone ed è un must assoluto nel caso in cui siano state condivise con qualcuno con cui non si è rimasti proprio in buoni rapporti!

 

2) sentitevi liberi di scambiare le mutande…ma le password non sono fatte per essere condivise!

Mantenere segrete le password potrebbe sembrare ovvio, ma quando è stato chiesto se ciò fosse più importante di tenere per sé le mutande, le persone non si sono dimostrate molto schizzinose! L’inchiesta di Kaspersky Lab ha svelato che il 44% degli utenti Internet ha già condiviso la propria password con qualcun altro. Tuttavia, sembra che siano un po’ meno generosi quando si tratta di fare lo stesso con la biancheria intima: il 74% di loro ha dichiarato, infatti, che non le condividerebbe mai!

Gli olandesi sembrano essere i più pignoli sulle password, ma nonostante ciò il 38% di loro ha ammesso di aver condiviso le proprie password con un conoscente. Percentuali più alte sono state rilevate nel caso di italiani (46%), danesi (47%) e francesi (51%).

 

3) al contrario delle mutande, le password non devono essere mostrate (neppure in privato!)

L’incubo comune di trovarsi nudi in pubblico verrà mai superato dalla paura di vedere i propri dati personali diffusi su Internet? Probabilmente no. Quando è stato chiesto quale di queste due situazioni li spaventi di più, la maggior parte degli intervistati (73%) ha indicato che essere visto nudo in pubblico rimane comunque il loro peggior incubo. Per gli italiani la media di coloro che dicono di temere maggiormente di esibire le proprie parti intime scende al 65% degli intervistati, mentre il 35% ha detto di temere maggiormente di lasciare esposte le proprie informazioni private online.

 

Da piccoli tutti abbiamo avuto almeno una volta l’incubo di trovarci nudi nel cortile della scuola. Da adulti, invece, grazie alla digitalizzazione sembra che a questa paura si aggiunga anche quella dell’esposizione delle proprie informazioni personali, il vero specchio della nostra intimità. Perdere le password, infatti, porta a una serie di paure, partendo dal rischio di vedere i propri dati personali esposti agli sconosciuti. Tenuto conto che i dispositivi elettronici giocano un ruolo sempre più importante nelle nostre vite è di fondamentale importanza seguire uno stile di vita “sano” e impeccabile quando si tratta di sicurezza per evitare che i nostri dati vengano diffusi su Internet o usati per scopi nocivi. Per una vita connessa ma sicura è importante cambiare spesso le password, non condividerle con nessuno e scegliere per ciascun servizio o terminale utilizzato una password che abbia una struttura diversa”, ha commentato Laurence Allard, docente presso l’Université Sorbonne Nouvelle, IRCAV-Paris 3 e sociologa dell’innovazione.

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