Non testare le applicazioni costa caro: i principali siti di ecommerce rallentano proprio durante i saldi.

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Secondo una ricerca internazionale commissionata da Borland a Vanson Bourne, il 44% dei CIO, pur essendo consapevole dei rischi che corre, non verifica preventivamente le reazioni del proprio sito web in momenti di traffico intenso. Accessi elevati, in situazioni particolari, impongono invece il testing delle applicazioni, per valutarne la tenuta in momenti di “picco”.

Periodi come quelli dei saldi o giorni speciali dedicati alle svendite (come Black Friday e Cyber Monday) possono rivelarsi un vero incubo per le aziende di e-commerce; anche le minime interruzioni del servizio hanno impatti catastrofici su ricavi e reputazione. Una ricerca CEBR di Micro Focus stima questo rischio in circa 50 milioni di euro all’anno, dimostrando come il prezzo di questo fallimento vada ben oltre le perdite di fatturato.

I ritardi nei tempi di risposta del sito web possono infatti avere conseguenze sulla soddisfazione del cliente, sul numero di pagine visitate e sul tasso di conversione e di abbandono del sito. Nonostante questo, una percentuale sorprendente di aziende(32%) non sa se il proprio sito web sia monitorato su base 24×7.

Anche quest’anno, i retailer hanno avuto tutto il tempo necessario per prepararsi ai picchi di traffico in occasione del Cyber Monday – il lunedì di Novembre dedicato alle svendite online in tutto il mondo, che mette in moto oltre 800 milioni di euro in un giorno.
Utilizzando efficaci test di simulazione avrebbero potuto valutare i tempi di risposta del sito in momenti di picco, definendo in anticipo gli aggiornamenti necessari alle applicazioni.

E invece, anche questa volta, oltre 10 famosi brand hanno subìto i picchi di traffico, invece di sfruttarli a proprio favore.

Ebay.co.uk ha assistito ad un calo nelle prestazioni pari al 31% e il tempo di risposta del sito è aumentato da 4,4 a 14 secondi durante il peak time. Anche Asos.com non ha retto il numero degli accessi, che hanno rallentato i tempi di risposta portandoli da 0,8 secondi a 4.2 secondi, con un calo di prestazioni del 19%, proprio momento di picco.

I test prestazionali delle applicazioni dovrebbero sempre rientrare in qualsiasi strategia di vendita online, per garantirne il successo e il vantaggio competitivo.

Mettere sotto stress le applicazioni e valutarne le performance, anche se inizialmente può sembrare costoso, è un passo fondamentale per non rischiare in termini di ricavi e reputazione. Esistono poi opzioni più economiche di testing, ad esempio in Cloud, per ridurre i costi di avviamento ed ottenere comunque un risultato rigoroso ed efficace.

Questi servizi Cloud-based permettono inoltre una diagnosi immediata, fornendo indicazioni precise sulla natura del problema; abbinati ad un monitoraggio on premise delle performance, questi processi rimangono i più efficaci per valutare le esigenze di infrastruttura, data center e server – con grande trasparenza per tutti i reparti aziendali coinvolti.

A cura di Micro Focus