Motorola, il futuro ti sorride?

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Ottimi risultati nell’ultimo trimestre del 2014 per Motorola. Dopo l’acquisizione da parte di Lenovo, la società americana ha venduto oltre 10 milioni di smartphone in soli 3 mesi, con un aumento del 118% su base annuale e con la previsione di tornare in profitto entro un anno o poco più. Strategico, per il raggiungimento di questo obiettivo, sarà il lancio di Moto G, Moto X e Moto X Pro in Cina.

Ma la conquista del mercato asiatico trova l’opposizione non solo degli inarrivabili Apple e Samsung, ma anche dei competitor locali, sempre più agguerriti: Huawei, per dirne uno. I vertici di Motorola, comunque, non sembrano preoccuparsene, almeno a sentite le parole di Rick Osterloh, COO della casa americana, in un’intervista al Forbes. La forza di Motorola, secondo Osterloh, sarà quella di presentarsi come alternativa dal miglior rapporto qualità-prezzo agli altri brand premium: “Ogni sette anni, il nome che si trovava nella più alta posizione del mercato è andato via: la gente inizia a capire che non ha bisogno di pagare 600 dollari per avere un’esperienza di fascia alta”.

Secondo il Forbes, Osterloh farebbe riferimento – non troppo velatamente – a Samsung, che potrebbe fare la stessa fine di Nokia (adesso Microsoft) e BlackBerry, i brand che si spartivano il mercato prima dell’avvento trionfale dei coreani, e che ora, invece, sono relegati sullo sfondo. Dopo l’acquisizione di Google, Motorola è rimasta attiva solamente in dieci mercati. Adesso è di Lenovo e vende smartphone in circa cinquanta mercati, con l’obiettivo di espandersi ulteriormente nel 2015. Nel prossimo futuro la società potrebbe annunciare un dispositivo con Snapdragon 810 e i successori di Moto G e Moto E per le fasce più basse del mercato.

Nonostante la qualità degli ultimi dispositivi sfornati, tuttavia, le previsioni di Osterloh sembrano oggi poco più che congetture: Samsung, nonostante gli ultimi trimestri non proprio sorprendenti, è ancora oggi il primo produttore Andorid nella maggior parte dei Paesi in tutto il mondo, e spesso con notevoli margini dal secondo.