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Fog Computing: quando la nebbia si combina con il Cloud

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Dei vantaggi del Cloud Compunting se ne parla ormai da tempo.  Le aziende italiane sembrano averlo capito, tanto che l’adozione di questa tecnologia è aumentata del 30% nel 2014 e il nostro Paese, secondo una ricerca Eurostat si è piazzato al secondo posto nella classifica delle nazioni con imprese sopra i 10 addetti che usano di più il Cloud.

Da diverse analisi del Politecnico di Milano è emerso che la nuvola è in grado di ridurre il Gap produttivo accumulato in dieci anni dall’Italia rispetto agli Stati più performanti del vecchio continente. Un dato molto incoraggiante per il nostro Paese che può contare anche su un nuovo alleato: il Fog Computing. Letteralmente tradotto dall’inglese in “nebbia”, questa tecnologia, così come la nuvola, è in grado di creare infrastrutture per collegare sistemi informatici diversi, ma, a sua differenza, agisce a livello periferico, tanto che è conosciuto anche con il temine di edge computing.

Il Fog non è un sistema alternativo al Cloud, ma complementare. – spiega Fabio Bonomi, membro del cda di Wi-Next e consulente Cisco – E’ la struttura più adatta per gestire l’Internet of Things”, l’insieme dei circa cinquanta miliardi di oggetti connessi a livello globale che compariranno entro i prossimi 5 anni secondo uno studio Cisco.

Il nuovo sistema di archiviazione, che rappresenta il punto di transizione tra tecnologia informativa e tecnologia operativa, permette così di gestire le risorse a livello intermedio, senza passare ogni volta dalla nuvola: se il cloud sta nel cielo, il Fog si colloca proprio tra le nuvole e il terreno, dove le cose vengono fatte concretamente. In questo modo si riduce la crescente richiesta di banda necessaria per raggiungere il cloud, consentendo alle imprese di essere ulteriormente più veloci:

Rispetto alla nuvola, la nebbia, è più veloce e meno dispendiosa; i dati estratti finiscono in un centro di gestione più vicino, tagliando i tempi e i costi di trasporto” spiega Bonomi che affronta anche il tema della sicurezza: “il Fog Computing è più affidabile perchè si poggia ad infrastrutture maggiormente controllabili”.

La nebbia risulta inoltre particolarmente utile per le applicazioni che richiedono latenza bassissima e prevedibile, ma anche per applicazioni distribuite geograficamente e per i sistemi di controllo distribuiti su larga scala. Per questo il Fog rappresenta la soluzione più adatta all’Internet of Things e non solo: la domotica, le reti energetiche e le smart car potrebbero fortemente avvalersi dei vantaggi della nebbia.

I vendor, intanto, si stanno attrezzando per sviluppare il Fog: Cisco, Hp, Dell, Huawei e Ibm sono in pole position.

Redazione BitMAThttps://www.bitmat.it/
BitMAT Edizioni è una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.
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