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Il mobile commerce? Questione di esperienza!

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Nata in Italia a fine del 2008 con l’obiettivo di creare una Mobile Marketing Application Platform, che le ha consentito due anni dopo di comparire tra le società più interessanti a livello mondiale secondo Gartner, modomodo conta oggi circa 50 clienti medio-grandi nel nostro Paese tra cui Generali, Amadori, Carpisa e Yamamay. Un successo che sta portando l’azienda a fare il passo successivo: internazionalizzarsi. Fabio Maglioni, founder di modomodo, affronterà con noi il tema dell’e-commerce, del mobile commerce e di come raggiungere efficacemente la clientela.

Qual è l’andamento dell’e-commerce in Italia?

Assolutamente positivo, soprattutto considerando che fino a qualche anno fa eravamo il fanalino di coda dell’Europa. Ora invece il trend si sta invertendo: lo shopping digitale ha visto una crescita del 17% nel 2014, raggiungendo così un giro d’affari di 13 miliardi di euro. Il merito del cambiamento è dovuto essenzialmente ad una maggior attitudine degli utenti italiani ad operare online per quanto riguarda le dinamiche di acquisto, ma soprattutto imputabile al miglioramento della velocità e possibilità di connessione ad Internet rispetto al passato.

La sicurezza informatica non è più quindi un ostacolo all’e-commerce?

Non più. Ci sono tecnologie sicure che consentono di ovviare a qualsiasi tipologia di intrusione e intervenire in tempo reale in caso di necessità. Ovviamente la certezza non esiste mai, ma c’è più probabilità che una carta di credito venga clonata mentre la si utilizza fisicamente piuttosto che durante i pagamenti online. Il segreto è cercare di non cadere nelle trappole dei cyber criminali e di non condividere i propri dati sensibili.

All’interno dell’’e-commerce e alla luce della crescente adozione di dispositivi mobile, a quali tassi il m-commerce sta aumentando?

Si evidenzia un trend molto interessante per quanto riguarda gli acquisti condotti dai nostri connazionali attraverso dispositivi mobili (smartphone e tablet): la crescita è addirittura raddoppiata rispetto allo scorso anno grazie ad un incremento del 23% di utenti che sceglie tali dispositivi per ultimare le proprie transazioni online. Si tratta di un fenomeno in continua espansione, tanto che per il futuro le previsioni sono altrettanto positive. Questo grazie alla presenza di una rete di telecomunicazioni particolarmente sviluppata nel nostro Paese e alla grande capillarità dei device mobili: in Italia siamo tra primi al mondo per numero di telefonini pro-capite.

m-commerce: è ormai questione di app?
Sebbene il web rimanga la via principalmente utilizzata per effettuare gli acquisti online su siti di e-commerce tradizionali, si osserva che l’avvento delle applicazioni ha inciso particolarmente anche nel mondo del mobile commerce. Si nota infatti uno spostamento dal PC ai devici mobili, con una buona parte di utenti che utilizza regolarmente le app per effettuare acquisti: il 18% ricorre ad applicazioni presenti su smartphone, mentre il 12% attraverso app per tablet. Percentuali in aumento vertiginoso mese su mese.

Qual è il dispositivo maggiormente utilizzato dagli italiani per effettuare acquisti online?

Il PC rimane ancora oggi lo strumento preferito. Questa leadership però non durerà ancora a lungo: saranno ancora una volta i device mobili (soprattutto gli smartphone) a guadagnarsi il primato, proprio per il fatto di poter essere utilizzati in qualunque luogo e in qualunque momento.

Come si evolverà in futuro lo shopping online?

L’e-commerce sarà sempre più smartphone dipendente, grazie anche ad un ulteriore ampliamento dei servizi connessi che migliorerà fortemente l’esperienza utente. Si prevede che nei prossimi 3 anni il 90% degli acquisti online avverrà attraverso smartphone.

L’e-commerce si fermerà quindi ai tablet e agli smartphone?

Grazie all’avvento dell’Internet of Things si potranno perfezionare le transazioni anche attraverso nuovi dispositivi connessi (ad esempio far partire l’ordine dal proprio frigorifero quando un determinato alimento è finito). Questo perché qualunque digital touch point permetterà di effettuare acquisti online; attualmente però, a causa di tecnologie non ancora capillari e alla ridotta maturità del mercato, si dovrà aspettare ancora qualche anno prima che l’e-commerce derivante dall’Internet of Things assuma un ruolo maggiormente significativo. Una precisazione: i device mobili non verranno sostituiti. Smartphone e tablet saranno sempre gli strumenti preferiti, con i nuovi digital touch point che si affiancheranno loro per fornire un’esperienza di acquisto a 360°.

L’e-commerce porterà ad un’eliminazione degli store fisici?

No: si assisterà invece ad una maggior integrazione tra fisico e digitale. Si osserva infatti che gli store fisici stanno aprendo canali e-commerce, mentre alcuni negozi digitali (come ad esempio Amazon) hanno avviato una strategia che li porterà direttamente sul territorio, con punti vendita fisici. Questo perché l’obiettivo è offrire un servizio omnichanel che sfrutti tutti i canali e i dispositivi possibili, in modo da incrementare ancora una volta la user experience degli utenti. Utenti che potranno così acquistare un prodotto su internet, farselo spedire al negozio vicino a casa e, in caso di reso, lasciarlo direttamente nello store senza dover contattare il corriere espresso.
Cambiano pertanto le modalità, ma il negozio fisico non morirà mai.

Quali strategie devono adottare le aziende per avere successo nelle vendite digitali?

È opportuno coprire più canali possibili perché la vendita non avviene solo su internet o nel negozio fisico. Riuscire a presidiare entrambi i mondi è un ottimo punto di partenza. È necessario infatti offrire all’utente la più completa esperienza di acquisto.

Qual è la vostra offerta in questa direzione?

modomodo è una piattaforma applicativa di marketing realizzata interamente in Cloud che permette alle aziende di veicolare i propri contenuti e servizi attraverso le applicazioni. Questo perché vengono generate App evolute, valide per qualunque digital touch point mobile (smartphone, tablet, smart PC, Internet TV, wearable) che consentono all’organizzazione che ha deciso di utilizzarle di relazionarsi con il consumatore durante tutto il percorso di acquisto. È così possibile portare in mobilità processi core del marketing (programmi di loyalty digitali, couponing, self caring ecc), processi che consentono di fidelizzare e valorizzare i clienti, ma anche di acquisirne di nuovi. La piattaforma è studiata per permettere di interagire con ogni singolo utente in base alle sue esigenze. Si passa così dal “talking with people” all’ “engage with people”.

In quali mercati vi orientate?

In tutti i settori come ad esempio retail, assicurazioni, consumer goods, utilities, etc. Ovunque c’è una relazione con il cliente, noi ci siamo!

 

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