Dalla collaborazione dell’azienda con Intelnasce una nuova tecnologia in grado di incrementare il throughput dei dati di 50 volte e ridurre la latenza di sistema

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Fujitsu ha da poco reso nota la propria collaborazione con Intel, centrata sull’uso della rivoluzionaria tecnologia silicon photonics, per sviluppare una nuova generazione tecnologica dedicata al data center capace di incrementare il throughput dei dati di 50 volte e ridurre la latenza di sistema. Le configurazioni tipiche di un server tendono oggi a sovradimensionare le funzionalità e sottoutilizzare le risorse. I sistemi silicon photonics di Fujitsu, la cui disponibilità commerciale è prevista entro i prossimi dodici mesi, cambieranno il modo in cui le aziende costruiscono e fanno funzionare i loro data center.

Incrementi prestazionali di questa portata spalancano nuovi orizzonti e nuove opportunità nell’utilizzo di data set su vasta scala; modificheranno inoltre il design dei data center a favore di pool di risorse dinamici che permetteranno agli utenti di accedere alle capacità di calcolo, elaborazione, rete e storage in linea con i precisi requisiti delle loro applicazioni. I singoli componenti saranno disaggregati, dal momento che la tecnologia silicon photonics può trasferire dati fino alla distanza di 300 metri senza alcun impatto percettibile sulle prestazioni.

La possibilità di eliminare i colli di bottiglia prestazionali che affliggono oggi i data center risulta particolarmente interessante quando occorre gestire volumi di dati su vasta scala nell’ordine dei petabyte. Sostituendo le connessioni tradizionali tra i componenti del data center con interconnessioni basate sulla trasmissione di luce (fotonica), i dati possono essere trasferiti tra i diversi sistemi a velocità sino a 50 volte superiori rispetto allo stato dell’arte attuale rappresentato dalla tecnologia Fiber Channel 16GB. I pool di risorse possono essere ottimizzati indipendentemente per raggiungere la combinazione ottimale di prestazioni, densità, efficienza energetica e costi.

La disponibilità di questa bandwidth pressoché illimitata permette di ottimizzare l’utilizzo delle risorse server in combinazione con l’accesso diretto a memoria SCM (Storage Class Memory) connessa a nodi server differenti attraverso interconnessioni silicon photonics. Gli enormi vantaggi prestazionali conseguenti hanno ricadute su tutti gli ambienti che fanno uso intensivo di dati, come le soluzioni clusterizzate o i database in-memory.