Attualmente il 31,5% di fatturato delle esportazioni delle PMI che vendono Made in Italy arriva attraverso l’e-commerce. Secondo il Direttore Marketing di Aruba, si può fare meglio per valorizzare terzo marchio più famoso al mondo

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[section_title title=E-commerce: un’opportunità per valorizzare il Made In Italy e trarne vantaggio]

Secondo l’Internet Export Report Google-Doxa, la domanda mondiale di prodotti Made in Italy è cresciuta del + 4,1% e nel corso del 2013 le esportazioni di beni a marchio italiano hanno fatto guadagnare oltre 68 miliardi di euro[1]. Un business più che promettente sul quale puntare, soprattutto in un periodo in cui l’economia nostrana necessita di nuovi stimoli.

Parlando di Made in Italy, la mente corre in autonomia verso quelli che sono i settori di riferimento nell’immaginario comune, come il design e la moda, ma c’è molto di più: basti pensare che l’enogastronomia italiana ha subito una crescita del + 5,2 % solo nell’ultimo anno[2] ed ottimi risultati hanno ottenuto anche i settori dell’artigianalità in senso più ampio, dell’automazione e del turismo.

Ragion per cui, qualunque settore del Made in Italy si stia rappresentando, la chiave del proprio successo sta nel saperne valorizzare l’identità: per farlo è necessario scegliere il canale che permetta di dare al proprio marchio tutte le opportunità che merita. In media, il 31,5% di fatturato export delle PMI che vendono Made in Italy arriva attraverso l’e-commerce[3], in quanto tale mezzo permette di raggiungere un bacino di utenza elevatissimo e variegato; consentendo alla propria piccola e media impresa di crescere e presentarsi sul mercato internazionale senza intermediazione. Cosa fare, quindi, per approfittare di questa opportunità?

Prima di tutto, bisogna iniziare a pensare all’e-commerce come mezzo privilegiato per valorizzare il proprio essere Made in Italy: Il Made in Italy è il terzo marchio più famoso al mondo[4] ed affinchè venga recepito come prodotto è necessario che si affermi anche come filosofia e stile di vita[5]. Per ottenere tale risultato sarà utile:

  • creare un effetto visuale che ne esalti il concetto: utilizzare un logo Made in Italy o lavorare sulla base del tricolore può essere un buon punto di partenza
  • mostrare la propria artigianalità e rendere visibile il proprio processo produttivo
  • raccontare il proprio prodotto, le sue caratteristiche e le sue peculiarità, quindi ciò che lo rende unico
  • esaltare la tradizione o l’innovazione (a seconda che il bene da commercializzare appartenga ad esempio al settore agroalimentare piuttosto che a quello del design): tali concetti, a prima vista incompatibili, rappresentano in realtà due realtà complementari in quanto ogni prodotto nel corso del proprio ciclo di vita non resta immutato ma, anzi, si adatta alle esigenze di carattere commerciale, normativo, ambientale, sociale e culturale
  • rafforzare il legame con il territorio: mostrarsi attraverso Google Maps e raccontare qual è stato il concreto apporto dell’Italia relativamente a quel determinato prodotto
  • sfruttare l’associazionismo nato attorno al Made in Italy: Slow Food, Made in Italy produttori italiani o Federazione Moda Italia sono solo alcuni nomi riconosciuti a livello internazionale che possono dare credibilità e rivendicare la qualità del prodotto che si sta commercializzando.

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