Qualche mese fa il Comune di Monaco di Baviera aveva annunciato l’intenzione di basare la propria architettura informatica sull’open source. Il progetto è andato in porto ed è stato un successo, secondo quanto dichiarato da Peter Hofmann, responsabile dell’iniziativa che ha recentemente rilasciato un intervista al portale LinuxVoice.com.

Attraverso l’operazione, soprannominata “The Big Switch” che ha portato alla migrazione di 15 mila PC da Microsoft Windows e Office a Linux, i risultati conseguiti dalla città sono stati sorprendenti. Ma andiamo con ordine. Su tutto il “parco macchine” comunale è stato infatti installato LiMux, un sistema basato su Kubuntu Linux con preinstallata la suite LibreOffice o Apache OpenOffice, nonché diverse personalizzazioni per fornire una migliore esperienza utente da parte dei vari dipendenti.

Sembrerebbe inoltre che l’ex CEO di Microsoft, Steve Ballmer, avesse provato in diversi modi a convincere il sindaco della città tedesca a rimanere fedele al sistema operativo del colosso di Redmond. Le parole e le offerte di Ballmer non sono però bastati, soprattutto per il grande risparmio che la città avrebbe ottenuto. Hofman ha infatti annunciato con orgoglio un risparmio immediato di oltre 10 milioni di Euro, somma investita per migliorare i servizi offerti ai cittadini.

Monaco di Baviera è pertanto diventata la prima città 100% open source di successo. Questo testimonia come il software libero, oltre che da un punto di vista economico, possa rendere altrettanto affidabili i servizi comunali.