I server di firma digitale saranno sottoposti a certificazione dal 25 luglio. Passo importante in tema dematerializzazione

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Dal 25 luglio 2014 la certificazione della sicurezza delle firme digitali generate da dispositivi server diventa un concetto non più opinabile, ma verificabile a fronte di un ‘bollino blu’, che attesta che il dispositivo ha superato un processo di revisione e test molto rigoroso. Scade, infatti, la data ultima per la certificazione dei dispositivi per la firma digitale (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 luglio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 237 del 10 ottobre 2012). Il termine sancisce i produttori di dispositivi in grado di fornire sistemi di firma elettronica conformi agli standard di sicurezza e garanzia previsti dalla direttiva europea.

Si tratta di uno degli aspetti più importanti della dematerializzazione – processo di cui il nostro Paese è un’apripista a livello europeo – che comporterà maggiore efficienza e un risparmio stimato di oltre 200 miliardi l’anno nelle casse dello Stato, oltre che un’armonizzazione degli standard internazionali, ed un abbattimento delle barriere del commercio.

La certificazione diviene un requisito sostanziale per la validità delle firme digitali, e – di conseguenza – per la validità di atti e contratti, oltre a rendere sicuro ed esclusivo il controllo della propria firma. – ha dichiarato Federico Berti Arnoaldi, Marketing Manager di ItAgile – La normativa italiana ci pone dinnanzi a nuovi obblighi, ma anche opportunità. È stato calcolato, infatti, che il 25% degli utenti di firme digitali ha un ritorno dell’investimento in meno di 3 mesi e l’81% in 12 mesi. In Italia sono solo 3 i dispositivi accertati, o in fase di accertamento, in grado di rispondere ai necessari standard di sicurezza, a garanzia e tutela degli utilizzatori”.