Molti gli acquisti dall’estero, bene anche l’e-commerce. Ecco come l’uso della carta di credito negli ultimi saldi ha aiutato a tirar su la spesa italiana

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L’uso delle carte di pagamento è ormai naturalizzato nelle nostre pratiche quotidiane, tant’è che sempre più spesso compiamo il gesto di estrarle dal portafoglio al posto del contante con estrema disinvoltura. La rapida diffusione di questi strumenti è spiegabile anche dall’ampia varietà di prodotti a nostra disposizione, infatti è possibile scegliere tra le carte del circuito Visa, MasterCard o American Express quella con i costi e le funzionalità più rispondenti alle nostre esigenze.

Se l’uso della carta di credito è già di per sé molto frequente, durante il periodo dei saldi la situazione cambia radicalmente: i centri commerciali si riempiono di consumatori alla ricerca dell’occasione perfetta per riempire gli armadi di articoli di qualità a prezzi convenienti e l’abituale ondata di shopping è sostenuta dall’utilizzo sempre più assiduo della carta di credito. Questo tipo di fenomeno è stato preso in considerazione dall’Osservatorio CartaSì, che ha da poco finito di calcolare i livelli di spesa raggiunti in Italia nel periodo di saldi appena concluso: a quanto pare, sono state proprio le carte di credito a  “salvare” l’Italia dal crollo della spesa che già l’aveva colpita gli anni precedenti.

Nel 2013 infatti i livelli di spesa erano scesi oltre il 10,5%, mentre invece un lieve ma significativo rialzo si è verificato nel periodo tra il 30 dicembre 2013 e il 26 gennaio 2014, portando i livelli di spesa italiani ad arrestare il calo degli acquisti su un -0,5%.

Nonostante la sempre più forte presenza dell’e-commerce anche in Italia, sembra che i nostri connazionali preferiscano continuare a lasciarsi deliziare dalle luci delle vetrine offline, almeno durante il periodo dei saldi: infatti la spesa nei centri commerciali virtuali raggiunge il 6,2% del totale.

La forza dell’e-commerce è infatti ben visibile, secondo le ricerche dell’Osservatorio CartaSì, in altri periodi dell’anno, dove avviene più del 75% delle transazioni, complice sicuramente la facilità di accesso al canale e la possibilità di scelta che non si riduce affatto, anzi.

Non si può in ogni caso dire che sia stata una magra annata per i saldi invernali italiani, che in totale sembrano aver fatturato una cifra pari a 1,2 miliardi di euro: un quarto della torta degli acquisti totali, a testimonianza dell’importanza per i consumatori italiani di acquistare a un prezzo vantaggioso beni e prodotti altrimenti inaccessibili ai più.

Come al solito, gran parte dei risultati dei saldi appartengono all’abbigliamento e alle calzature, che si rivelano ancora il settore merceologico preferito dagli italiani per risparmiare, registrando un ottimo 64% degli acquisti previsti dal paniere per i saldi. Un buon punteggio è anche quello dei casalinghi, che vedono innalzarsi gli acquisti per un 9,3%, e quello delle profumerie, i cui acquisti crescono al 4,4% dopo la tendenza al risparmio per gli acquisti in questo settore durante il resto dell’anno.

Negativo l’andamento invece degli accessori per la casa e gli elettrodomestici, che vedono calare i loro acquisti per il 7%.

Un importante punto che l’analisi condotta da CartaSì mette in luce è la gran quantità degli acquisti che gli stranieri fanno nel nostro Paese, durante il periodo di saldi invernali ma non solo: questa presenza di fatto corrisponde ad un aumento del 7% degli acquisti nel paniere saldi.

Ma questo forte tasso non contribuisce solo durante i saldi a tirare su la spesa complessiva in Italia, testimoniando la presenza di una abitudine costante da parte degli stranieri a investire denaro in beni italiani. I Maggiori responsabili di questo risultato? I consumatori cinesi per un + 28% insieme a quelli russi (+13,5%) e agli svizzeri (+12,3%). Flessione negativa invece per gli acquisti in Italia da parte dei consumatori tedeschi, giapponesi e brasiliani (rispettivamente -39,5%, -23,6% e -12,9%).