Dopo l’incontro avvenuto lo scorso ottobre con il Dirigente del Mse, il Cni sta provvedendo a redigere un documento riepilogativo con le modifiche normative concordate

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Il Dirigente Generale del Mse ha condiviso le osservazioni avanzate dal Cni (Consiglio Nazionale degli Ingegneri) riguardo le limitazioni all’applicazione dell’articolo 15 del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito con modificazioni dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221).
Tale articolo, al comma 4 dispone che: “A decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito. (…)”. Il comma 5 dello stesso articolo prevede, poi, che “Con uno o più decreti del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, vengono disciplinati gli eventuali importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati, di attuazione della disposizione di cui al comma precedente. Con i medesimi decreti può essere disposta l’estensione degli obblighi a ulteriori strumenti di pagamento elettronici anche con tecnologie mobili”.

La reazione del Cni non si è fatta attendere, e, con l’ausilio del Centro studi, ha avviato numerose iniziative ed elaborato diversi documenti e tesi per supportare una modifica della norma che escluda i professionisti dall’obbligo indicato nel comma 4 o, in via subordinata, ne limiti l’applicazione a tipologie professionali con specificità ben definite e delimitate. Sulla base di tali documenti è stata avviato un dialogo con i rappresentanti dei Ministeri cui la legge attribuisce il compito di predisporre i decreti attuativi della disposizione.
Dopo l’incontro avvenuto lo scorso ottobre con il Dirigente del Mse (Direzione generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica), il Cni sta provvedendo a redigere un documento riepilogativo con le modifiche normative concordate. In particolare, è auspicabile si possano escludere, almeno nella prima fase di applicazione della norma, dall’obbligo di pagamenti con carte di debito i professionisti che emettano un numero limitato di fatture/ricevute e che svolgano le loro prestazioni prevalentemente per una clientela “business” (società, altri professionisti, pubbliche amministrazioni etc.).
Stante i tempi ristretti è comunque probabile un rinvio dell’entrata in vigore della norma.