Eliminazione del roaming, forte indebitamento, prezzi sempre in calo. Tempi duri per i provider

bandiera europea

La turbolenta estate delle Tlc , caratterizzata dalla battaglia sull’asse Roma-Bruxelles tra Telecom e Agcom e dalle acquisizioni Microsoft-Nokia e Vodafone-Verizon, si chiude con il pacchetto di norme presentato dal commissario europeo Neelie Kroes. Secondo le nuove specifiche, che devono comunque essere ancora approvate dal Parlamento e dal Consiglio europeo, da luglio 2014 ricevere una chiamata dall’Europa costerà come una ricevuta da un utente che si trova sul territorio nazionale e da luglio del 2016 anche le chiamate in uscita avranno lo stesso prezzo con l’abolizione del roaming.
Obiettivo è infatti la creazione di un mercato unico europeo per le società di telecomunicazioni, le quali potrebbero subire ulteriori danni a causa di un’ennesima riduzione delle tariffe che causerebbero loro un danno complessivo per circa sei miliardi di euro.

Gli operatori avranno però a disposizione una licenza unica per offrire i loro servizi in tutti Paesi dell’ Unione Europea e sarà limitato il potere d’intervento delle authority nazionali. Questo, secondo Anfov, è l’aspetto più positivo dell’intervento che lascia però aperte altre questioni, come il rapporto con gli Over the top (Facebook, Google, Amazon) e che non risolve i problemi delle Tlc.

Achille De Tommaso, presidente di Anfov sottolinea infatti le “divergenze” che permangono nel settore fra mercato aziendale e consumer. Il primo vuole voce, dati, videoconferenze di buona qualità per i quali è disposto a pagare, mentre il secondo pretende tutto, ma non è disposto a scucire neppure un euro. “Si tratta soprattutto di servizi video dove chi invia non paga nulla”, osserva De Tommaso, che ricorda anche come il peso del costo delle reti poggi tutto sulle spalle degli operatori, mentre gli Over the top (Google, Amazon, Facebook) con i loro servizi ne ricavano un reddito ingente. In più su tali redditi spesso gli Over the Top non pagano le tasse sul territorio nazione poiché possono trasferire i capitali all’estero.

Quella che De Tommaso definisce come “divergenza” non è comunque un problema limitato ai servizi, ma si estende in maniera pericolosa ai bilanci degli operatori di Tlc che, come se non bastasse devono fare fronte anche ai continui cali delle tariffe. “Bisogna comunque dire che la colpa di questo irragionevole calo delle tariffe sta al 70% nel regolatore e per il resto negli stessi operatori che si sono storicamente combattuti a colpi di ribassi”.

Bilanci all’osso con forte indebitamento, prezzi sempre in calo, investimenti che crescono per tenere il passo con le nuove tecnologie, personale ridondante con forti investimenti per la formazione. Questo è quindi il quadro della situazione degli operatori di rete fissa che, alla ricerca di nuovi servizi, si lanciano sul cloud affrontando la concorrenza dei big del mondo It e dei piccoli operatori che si accontentano di guadagnare pochi euro a metro quadro.

Il finale della storia secondo De Tommaso forse è già scritto “E’ illogico che negli Usa ci siano circa tre operatori e in Europa decine che devono fare fronte a un mercato dove è sempre più difficile fare profitti e nel quale anche il controllo dei costi ha dei limiti”. Ci sarà un consolidamento del comparto, con fusioni e acquisizioni, o con consorzi. Alla fine rimarranno in pochi, due-tre operatori internazionali, stima De Tommaso, che dovranno fare fronte all’avanzata degli Over The top che aspirano a un ruolo come operatori di Tlc, con il rischio per il mercato che, dopo questa faticosa  liberalizzazione, si torni a una situazione di monopolio od oligopolio. Una beffa che potrebbe essere evitata dall’intervento di un regolatore. Ma in Europa ce ne sono troppi e non coordinati: cresce l’esigenza di averne uno solo per tutelare mercato e consumatori.