Il Politecnico di Milano ha sviluppato il primo trasmettitore per la rete d’accesso in fibra ottica che consente di raggiungere capacità di trasmissione fino a 10 Gb/s grazie a una cavità laser modulabile autosintonizzante. Il tutto a basso costo

Il nome prende probabilmente spunto dal messaggero dell’Olimpo che grazie alla sua velocità era in grado di consegnare messaggi nel minor tempo possibile. Il progetto ERMES (Embedded Resonant and ModulablE Self-Tuning Laser Cavity for Next Generation, 288542), avviato nel 2011 dal Politecnico di Milano ha dato i suoi frutti. È stato infatti realizzato un trasmettitore basato sulla tecnologia della multiplazione di lunghezza d’onda (WDM PON) che permette di sfruttare appieno la banda disponibile nella fibra ottica, raggiungendo una capacità di trasmissione fino a 10 Gb al secondo per utente. Una soluzione a basso costo, capace di auto-sintonizzarsi, che apre le porte ad importanti applicazioni industriali e che può contribuire allo sviluppo della banda larga nella rete di accesso.

Il trasmettitore permette di collegare diversi utenti “Optical Network Unit” (ONU), ad un punto di smistamento verso un’unica fibra ottica attraverso una tecnologia che fino ad oggi aveva richiesto costosi trasmettitori sintonizzabili o l’impiego di sorgenti esterne. Il prototipo nato dal progetto ERMES, invece, è un trasmettitore ONU incolore e autosintonizzabile, che consente di ridurre sensibilmente i costi rispetto alle altre soluzioni esistenti, attraverso una soluzione innovativa che utilizza una parte significativa della rete, costituendo una lunga cavità laser modulabile che si auto-sintonizza.

Un’alternativa alle strategie esistenti in termini di riduzione dei costi, proprio perché incolore e senza la necessità di sorgenti esterne di sintonizzazione, garantendo al contempo elevate prestazioni. La sperimentazione infatti ha dimostrato una capacità di trasmissione fino a 10 Gb/s per utente su distanze molto lunghe, fino a 70 km. Le possibili applicazioni sono diverse in vari ambiti, innanzitutto per le future reti mobili LTE, che necessitano di una grande quantità di banda, oltre che per quelle dei grandi utenti business che hanno bisogno di trasmettere una significativa quantità di dati. In un futuro più remoto, questa tecnologia potrebbe interessare anche i privati, nonostante le attuali resistenze nella standardizzazione.

Il progetto ERMES si è posto l’obiettivo di migliorare la tecnologia della rete di accesso, aumentando sia la banda che la flessibilità, con risultati immediatamente applicabili in ambito industriale. I risultati del progetto appaiono ad oggi molto promettenti – afferma il Prof. Mario Martinelli, Ordinario di Comunicazioni Ottiche al Politecnico di Milano e coordinatore del Progetto ERMES -. Il trasmettitore che è stato sviluppato consente di inviare un segnale ad alto bit-rate ad una distanza di decine di chilometri senza far uso di amplificazione e con performance mai raggiunte prima. Il successo del progetto contribuirà a mantenere e rafforzare la leadership industriale europea nell’ambito della rete di accesso, il cui sviluppo in termini di capillarità e banda ha importanti ricadute sociali ed economiche”.