Agenda digitale: 4 miliardi risparmiati dalle famiglie italiane

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La ricerca realizzata da I-Com, e presentata alla Camera, conferma che la digitalizzazione della Pubblica amministrazione porta vantaggi non solo di servizio ma anche economici. Per le famiglie italiane un risparmio di ben 157 euro all’anno. Ma attenzione al Digital divide

La linea inerente lo sviluppo della digitalizzazione in Italia è stata tracciata da pochi mesi ma le previsioni che si sono fatte, in termini di risparmio di denaro, riguardo l’utilizzo degli strumenti tecnologici per utilizzare i servizi offerti dalla Pubblica amministrazione sono rosee.

 

Lo conferma lo studio condotto dalla società I-Com, e presentato alla Camera dei Deputati durante il convegno “R-innovare l’Italia: una stima dei possibili benefici per i cittadini di una PA digitale”, in cui è emerso che per ogni singola famiglia italiana il risparmio che ne potrebbe beneficiare si aggirerebbe sui 157 euro all’anno, in totale 4 miliardi ma solo se i cittadini italiani riuscissero ad avere più “confidenza” con il mezzo informatico.

 

Il Digital divide, infatti, rappresenta la vera piaga nazionale che non permette di far esplodere tutta la potenzialità tecnologica posseduta dalla PA causando un risparmio ben più basso (2,4 miliardi all’anno) rispetto ai 4 previsti. Analizzando solo alcuni aspetti dell’indagine si sottolinea come applicando delle nuove direttive nell’ambito di telelavoro, telemedicina e didattica universitaria a distanza i risparmi si alzerebbero addirittura ai 6/13 miliardi di euro annui. Gli esempi, in tal senso, sono tanti: sul telelavoro se fosse applicato almeno per il 25% dei lavoratori si potrebbero risparmiare ben 847 euro all’anno per utente, ovvero poco più di 4,8 miliardi totali. E lo stesso con la telemedicina. Per portare soccorso o semplici controlli al 25% dei malati cronici italiani si potrebbe far risparmiare al paziente 632 euro l’anno, cioè 1,2 miliardi totali.

 

Quindi i presupposti per tagliare i costi da una parte ed incentivare l’utilizzo dei servizi tecnologici dall’altra esistono, ma emerge anche la “pigrizia” dell’utente italiano a fruire i servizi dell’amministrazione pubblica online. Oggi in Italia il 20% della popolazione ha più di 65 anni, ma la percentuale potrebbe raggiungere il 32-33% nel prossimo futuro.

 

L’obiettivo dell’Agenda digitale e della cabina di regia appena istituita è quello di fare in modo che questa fascia di persone possa essere in grado di utilizzare le funzioni informatiche per accedere ai servizi di pubblica utilità. Ma non è solo una questione di un singolo utente. Anche in ambito imprenditoriale le Pmi potrebbero beneficiare della digitalizzazione. Prima di tutto investendo loro stessi sulle tecnologie più idonee e contemporanee (vedi per esempio il cloud computing) per snellire le proprie pratiche, ma allo stesso tempo per sfruttare le potenzialità già implementate in azienda per mettersi in contatto con le amministrazioni locali ed evadere quelle lungaggini burocratiche con un solo click di mouse.