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Copyright: l’Agcom dà 60 giorni per la consultazione pubblica

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di Redazione BitMat

Oggi l'Authority dovrebbe varare lo schema di regolamento che non avrà però applicazione immediata. Prima si raccoglierà il parere del mondo della Rete

Quello che doveva essere il giorno della verità per la Rete italica, si trasforma in una semplice tappa di avvicinamento all’obiettivo finale dell’Authority. La definizione di una regolamentazione che difenda il copyright su Internet.

Le numerose proteste che hanno accompagnato il varo della normativa dell’Agcom hanno contribuito a una maggiore riflessione da parte dell’Authority guidata a Corrado Calabrò.

Oggi infatti è stato approvato lo schema di regolamento che sarà poi sottoposto a consultazione pubblica per un periodo di 60 giorni. In pratica l’autorità ha deciso di prendere tempo evitando di procedere alla immediata applicazione del regolamento che prevede la cancellazione automatica, senza decisione di un giudice ma solo con il parete dell’Agcom che è un ente amministrativo, di siti che incorrono nella violazione delle norme sul diritto d’autore.

il provvedimento approvato prevede tutti i meccanismi di rimozione selettiva già annunciati e l’inibizione in casi di siti esteri all’accesso dei cittadini italiani che verranno segnalati ai provider italiani. Nel caso dei siti esteri, precisa l’avvocato Fulvio Sarzana, non si tratterebbe di un’ordine impartito ai sensi del codice delle comunicazioni elettroniche per i provider ma di un warning.

Dopo alcuni warning l’Autorità si rivolgerà alla Magistratura.

L’avvio di una vasta consultazione pubblica era stato annunciato da Corrado Calabrò in una lettera inviata ad Antonio Di Pietro.

Sono fiducioso, malgrado tutto, che il Consiglio dell’autorità riuscirà a trovare una giusta ed equilibrata soluzione, poggiante su un saldo fondamento. Qualche che sarà il testo finalizzato dall’Autorità, sarà comunque sottoposto a un’amplissima, trasparente consultazione pubblica accordando ai soggetti consultati tutto il tempo occorrente per ragionate osservazioni e all’Autorità per susseguenti, ponderate riflessioni‘.

Di Pietro aveva scritto una lettera a Calabrò nella quale descriveva ‘un controllo della rete, facendo del web una grande televisione‘. Il presidente dell’Idv contestava alll’Agcom ‘il potere di chiudere un sito web, togliendo tale competenza all’autorità giudiziaria, sulla base di un atto amministrativo privo di un preciso quadro di garanzie‘.

La decisione dell’Agcom di passare alla consultazione pubblica è passata dopo alcune lacerazioni interne. Il co-relatore Nicola D’Angelo (Pd) che aveva espresso forti perplessità sul testo, è stato infatti sostituito senza spiegazioni da Sebastiano Sortino, sempre del Pd.
 

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