Millenial: ecco il mondo che vorrei

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Uno studio condotto da SAP e MakeSense mostra l’impatto della digitalizzazione sui giovani

“Creating the world you want to live in” è un’analisi presentata da SAP e sviluppata con MakeSense, volta a capire come i Millenial vivono la digitalizzazione, cosa pensano delle sue ricadute sulla vita professionale e privata delle persone e quali sono le caratteristiche del mondo in cui vorrebbero vivere. Lo studio ha visto la partecipazione di oltre 80 ragazzi in EMEA, di cui circa l’80% sta muovendo i primi passi nel mondo del lavoro e il 20% ancora studia.

“Entro il 2020 il 46% della forza lavoro sarà composto dai Millenial, che in SAP stiamo attivamente coinvolgendo sia per aiutarci a perseguire la nostra missione di migliorare la vita delle persone, grazie alla nostra tecnologia e ai nostri investimenti, sia per portare a compimento il nostro impegno di responsabilità sociale a favore delle comunità dove operiamo”, ha dichiarato Ernesto Marinelli, Human Resources Head SAP EMEA & MEE.

I temi dello studio hanno riguardato:

  • Analisi delle priorità per creare il mondo dove i giovano vogliono vivere
  • Analisi delle figure più influenti per creare il mondo dove i giovani vogliono vivere
  • Aree di impatto positivo della digital transformation
  • Ruolo della digitalizzazione per creare il mondo dove i giovani vogliono vivere
  • Ruolo della tecnologia per migliorare il mondo oggi
  • Evoluzione del mondo del lavoro in seguito ai processi di digitalizzazione.

I principali risultati sono stati:

Le dimensioni più importanti per creare il mondo dove i giovani vogliono vivere? Pace, sostenibilità e pari opportunità

Ai ragazzi è stato chiesto di indicare le prime tre priorità per creare il mondo dove vogliono vivere. Quasi il 40% del campione ha indicato la pace come il valore più importante, seguito da pari opportunità per il 20% e dalla sostenibilità per il 18%. 

L’influencer più importante per migliorare il mondo? Ognuno di noi

Il secondo tema riguardava chi secondo i giovani è in grado di influenzare maggiormente un cambiamento verso un mondo migliore. Oltre la metà dei ragazzi (52%) ha risposto che sono le singole persone gli influencer più importanti. Altre figure che possono giocare un ruolo rilevante sono i governi (20%), le multinazionali (13%) e le organizzazioni non profit (7%). 

Digital transformation: impatto positivo, ma con riserva

Come prevedibile, per oltre il 70% del campione la digital transformation può avere un impatto positivo sui propri percorsi professionali. In tal senso un commento interessante è stato “la digitalizzazione potrebbe portare maggior trasparenza nel settore finanziario e nella burocrazia. Ovvero rendere i processi più veloci, permettere un accesso semplice alle informazioni, creare una produzione efficiente e una gestione delle risorse sensata”. La percentuale dei consensi è cresciuta ulteriormente (72%) quando si è parlato della digitalizzazione come strumento che consente alle persone di contribuire positivamente per cambiare il mondo. Infine, secondo il 40% del campione un’area dove la digital transformation potrebbe avere un effetto negativo è quella delle relazioni personali.

I risultati dello studio dimostrano inoltre che i giovani sono consapevoli del grande impatto che l’era digitale sta avendo oggi sul mondo del lavoro e sulla società. Per la grande maggioranza dei rispondenti la digitalizzazione dovrebbe rappresentare uno strumento per accedere più facilmente alle informazioni, comunicare su vasta scala e quindi essere veicolo di educazione. Un partecipante allo studio ha dichiarato: “La digitalizzazione agisce come un valido comunicatore per tre motivi: mette in collegamento le innovazioni sociali; aumenta la conoscenza e permette di affrontare le sfide a livello locale e globale”.

“Rispetto alle precedenti generazioni, i Millennial sono i più connessi alla tecnologia e il modo con cui vi accedono e la utilizzano sta influenzando come le aziende gestiscono il proprio business. I Governi forniscono servizi, le comunità costruiscono identità. Il fatto che il 52% dei ragazzi abbia indicato che le singole persone hanno il potere più grande per creare un mondo migliore mette in luce lo spirito imprenditoriale del fare, elemento che in SAP siamo intenzionati ad accogliere e far crescere nella nostra organizzazione”, ha concluso Ernesto Marinelli.