Inondazioni: una nuova app lancia l’allarme

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E’ Arturo, ideata per suggerire i primi comportamenti da adottare in caso di emergenza e premiata a Smau 2016

Un’app che lancia l’allarme inondazione e fornisce le prime indicazioni per rispondere all’emergenza: è “Arturo”, nata per supportare i sindaci, gli operatori della Protezione Civile e i cittadini nella scelta dei comportamenti più opportuni per rispondere all’emergenza.

Ente

Rottofreno è un comune italiano di 12.131 abitanti in provincia di Piacenza. Situato nel cuore della Pianura Padana, confina a nord con il Comune di Calendasco, a sud con Gragnano e Borgonovo, a est con Piacenza, a ovest con Sarmato e Borgonovo. Il Comune, che ha una superficie di 34,53 chilometri quadrati e un’altitudine di 65 metri s.l.m., è circondato dal fiume Po a nord, dal Trebbia a est e dal torrente Tidone a ovest. La posizione geografica rende il territorio soggetto a inondazioni durante il periodo delle piene, alcune difficilmente prevedibili. Per questa ragione l’amministrazione ha messo a punto un sistema di allerta che consentirà di rispondere in maniera più tempestiva ed efficace all’emergenza.

Progetto

Il progetto nasce dall’esigenza di reagire in maniera tempestiva ed efficace alle piene del fiume Trebbia, caratterizzate – come quelle dei torrenti – da un repentino e difficilmente prevedibile innalzamento del livello fluviale. “Per questo genere di eventi – afferma il sindaco Raffaele Veneziani – l’attuale sistema di monitoraggio risulta incompatibile con una rapida attivazione della risposta all’emergenza”. Da qui, l’ideazione di “Arturo”, un’applicazione per smartphone che trasforma tutte le informazioni provenienti dalla rete sensoristica regionale in un’interfaccia di facile lettura che consente agli utenti di capire il tipo di emergenza e di agire rapidamente di conseguenza. Il nome dell’applicazione è singolare: “l’obiettivo dell’app – continua Veneziani – è quello di tenere vigili i cittadini e di guidare nell’emergenza le persone in difficoltà grazie a un importante bagaglio di informazioni relative al territorio. Ho pensato che questo è generalmente il comportamento dei nonni, che ci indirizzano con la loro esperienza e così ho voluto dare all’applicazione il nome di mio nonno”.

Il sistema, realizzato dalla società piacentina Naquadria, acquisisce in un data center situato a Piacenza tutti i dati utili. Le informazioni vengono compattate in modo tale che il file scaricato dallo smartphone abbia dimensioni ridotte. In questo modo è possibile ricevere in tempo reale, anche in condizioni di scarsa copertura di rete, tutto il pacchetto di indicazioni necessarie a gestire un’emergenza. L’app è stata progettata per raggiungere in modo diverso tre livelli di utenza: gli amministratori delle città, gli operatori della Protezione Civile e i cittadini. I sindaci e la Protezione Civile avranno immediatamente accesso ai dati per poter prendere decisioni rapide e intervenire nel minor tempo possibile. I cittadini, invece, riceveranno inizialmente una versione incompleta dell’applicazione. Attraverso l’interfaccia, la cittadinanza potrà familiarizzare con una serie di avvisi, di informazioni utili e di norme di comportamento generali da adottare in caso di rischio. Non potrà però accedere alla sezione con i dati relativi all’allerta in tempo reale. L’obiettivo di questa scelta è quello di incuriosire i cittadini e di spingerli a partecipare a corsi gratuiti di formazione sulle emergenze che, alla fine del percorso, consentiranno di sbloccare l’app e di poter visualizzare anche la parte inaccessibile. “Vogliamo che tutti facciano un gradino in più sulla scala della consapevolezza – conclude il sindaco -. L’esperienza ci insegna che i dati e le informazioni forniti nel momento dell’emergenza possono creare più danni che altro se rivolti a un pubblico che non ha gli strumenti per comprenderli e utilizzarli correttamente”.

La piattaforma, nella sua versione completa, lancia un segnale acustico in caso di pericolo. Un messaggio comunica successivamente il livello di criticità raggiunto (tramite un colore: giallo, arancio, rosso) e il bacino al quale si riferisce. Attraverso l’app il sindaco o il funzionario responsabile della Protezione civile possono comunicare con i cittadini e suggerire le prime azioni da compiere. L’ambizione è quella di fornire, per ciascun comune, le coordinate dei punti sicuri in cui la cittadinanza dovrebbe convergere e offrire un menù targettizzato con un decalogo di norme specifiche da seguire.

L’app per il momento è attiva in versione beta e in fase di test. Tra un paio di mesi sarà disponibile la versione base per il largo pubblico. Attualmente, un tavolo tecnico composto da ingegneri, climatologi, rappresentanti di Regione Emilia-Romagna, dell’Anci Emilia-Romagna e della Città di Piacenza sta lavorando alla struttura del decalogo per la città di Piacenza, che sarà la capofila del progetto. L’obiettivo è quello di utilizzare lo strumento lungo tutta l’asse del fiume Trebbia. “Arturo” è stato selezionato dall’Autorità di Bacino e farà parte, con altri 4 casi di studio, del progetto europeo Capflo.net sulla capacità di resilienza alle inondazioni. Verrà presentato il 10 novembre all’Unione europea.

Benefici

L’applicazione consentirà di reagire in maniera rapida ed efficiente durante le prime due ore della criticità: il momento più difficile da gestire perché scoperto dall’intervento regionale. Lo strumento permetterà ai sindaci e ai decisori di comunicare direttamente con la cittadinanza e di suggerire le poche, ma immediate, operazioni da effettuare. Parallelamente funzionerà come uno strumento di preallerta per gli operatori della Protezione Civile, che potranno attivarsi più rapidamente. Infine, Arturo aumenterà il livello di consapevolezza di tutta la cittadinanza in relazione alle emergenze. In questo modo si ottimizzerà la risposta all’evento e si tenderanno a ridurre i danni e le perdite.

Arturo a Smau

L’applicazione sarà presentata a Smau Milano 2016, dove si è aggiudicata il Premio Innovazione. I creatori di Arturo saranno poi presenti allo stand di BitMAT (Pad. 4 – Stand C16) nella giornata di giovedì 27.