In arrivo a marzo il primo tablet Ubuntu prodotto dalla spagnola BQ

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Il primo tablet Ubuntu, il famoso sistema operativo opensource, cerca di rivoluzionare il mercato puntando sul trasformismo

Quando acquistiamo un tablet, oltre a controllare quali sono le migliori offerte per tablet delle compagnie telefoniche, utilizzando un comparatore online come SuperMoney, dobbiamo anche essere sicuri che il device che acquistiamo sia quello giusto. Sotto questo aspetto, il mercato dei sistemi operativi per tablet sta per essere colpito dal terremoto Ubuntu, dopo anni di duopolio iOS-Android, seguiti dal debole Windows 8. Riuscirà la spagnola BQ a produrre il primo tablet utilizzabile con Ubuntu e su cosa punterà per differenziarsi dagli altri?

Un po’ di ordine: che cos’è Ubuntu?

Ubuntu è, detto molto semplicemente, un sistema operativo al pari di Windows o OSX. Ubuntu utilizza come kernel, che si può definire come il nucleo di codici del sistema operativo, Linux che da subito si è inserito nel mercato conquistando immediatamente la nicchia degi addetti ai lavori e degli “smanettoni”.

Linux, e di conseguenza Ubuntu, hanno di buono che sono software opensource, ovvero sono scaricabili gratuitamente e liberamente modificabili da chiunque ne abbia le competenze, senza che si infranga alcuna legge sul copyright. Ubuntu è considerato, nell’ambiente, molto sicuro, tant’è che non è necessaria l’installazione di un antivirus, ed è altamente personalizzabile, grazie alla possibile di scaricare pacchetti già pronti e certificati per modificare singolarmente varie parti del software, tra cui anche la grafica, per renderlo più semplice da utilizzare o anche più adatto al tuo gusto estetico.

Le uniche controindicazioni riguardano le periferiche esterne poichè non tutte sono compatibili con Ubuntu: quando comprate una stampante o un router, cercate informazioni online ed assicuratevi che siano effettivamente compatibili con il vostro sistema operativo.

Come sarà il primo tablet Ubuntu?

Il primo tablet Ubuntu si chiamerà Aquaris M10 Ubuntu Edition, sarà realizzato dalla spagnola BQ, sempre attenta al mondo OpenSource, e avrà caratteristiche tecniche abbastanza tradizionali:

·      Uno screen multi-touch da 10.1 pollici;

·      Un processore Quad Core Mediatek che arriva a 1.5GHz;

·      Una batteria ad alta capacità da 7280 mAh;

·      Fotocamera FullHD (1080p) da 8 Megapixel con autofocus (posteriore) e da 5 Megapixel (anteriore);

·      2GB di RAM e 16GB di memoria interna, espandibile con MicroSD fino a 64gb;

·      Slot Micro HDMI

Ma la cosa più interessante di questo tablet risiede nella sua capacità di trasformismo, la cosiddetta convergence. L’Aquaris M10 avrà infatti la possibilità di essere collegato a un monitor (tramite Micro HDMI), una tastiera e un mouse (tramite Bluetooth) e Ubuntu passerà automaticamente dalla sua versione mobile (chiamata modalità touch) ad una versione desktop che permetterà di utilizzare il tablet come se fosse un vero e proprio personal computer. Per chi non avrà a disposizione un monitor ma vorrà comunque essere più comodo nell’utilizzo del suo tablet, potrà collegare anche solo mouse e tastiera e Ubuntu si trasformerà ulteriormente per rendere l’usabilità del device più adatta alle tue esigenze.

Molto interessante sono anche le potenzialità di multitasking del tabet Ubuntu. Sarà infatti possibile, non solo lasciare le app aperte e passare da una all’altra essendo sicuri che queste si aggornino in background, ma anche utilizzare due applicazioni in contemporanea vedendole grazie a una sorta di split-screen sullo schermo. Come sempre, Ubuntu (che nel dialetto sudafricano da cui proviene significa “Umanità verso gli altri”) punta a rendere l’utilizzo più semplice all’utente.

L’Aquaris M10 Ubuntu Edition dovrebbe fare la sua comparsa sul mercato nell’Aprile 2016 e potrebbe, in futuro, essere commercializzato anche il primo smartphone con sistema operativo Ubuntu, l’Aquaris X5 Plus. Chissà cosa si inventeranno per sfondare nel sicuramente più redditizio, ma anche più affollato, mercato degli smartphone.