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La rivoluzione digitale è oggi

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di Stefano Castelnuovo

Stampa 3D, digital machine, Internet of Things e digital business i trend che cambieranno il nostro modo di lavorare e vivere
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Sono numerose le sfide che porterà la tecnologia nell’immediato futuro. È questo il messaggio lanciato da Gartner durante la quarta edizione del Gartner Italian Event.

Siamo all’alba di una nuova rivoluzione industriale digitale – ha dichiarato Regina Casonato, Managing VP Gartner e Country Leader Gartner Italia – Si tratta di un fenomeno che va ben al di là del solo ambito dell’Information Technology. Il modo di vivere, lavorare, studiare ma anche di divertirsi delle persone cambierà ancor più profondamente di quanto è già avvenuto negli ultimi anni”.

I fautori di questo cambiamento sono, secondo Gartner, la stampa 3D, le smart machine, l’Internet of Things e il digital business.

Non è un caso che le tecnologie per stampare oggetti tridimensionali siano state citate per prime: molti, infatti, sostengono che gli effetti prorompenti della stampa 3D sul modo di progettare e produrre gli oggetti potranno da soli determinare la terza rivoluzione industriale. Basti infatti pensare che alcune strumentazioni permettono di stampare a basso costo cibo o addirittura tessuti organici umani, utilizzabili per la cura delle persone. Le opportunità aperte da questa tecnologia sono quindi molto ampie, ma altrettanto impegnative saranno le sfide etiche – e non solo – da affrontare. Un dato su tutti: Gartner stima che globalmente ogni anno si assisterà ad una perdita di circa 100 miliardi di dollari a causa della violazione dei diritti di proprietà intellettuale. Come si identificheranno i prodotti originali? Come verranno protette le opere dalla contraffazione? Domande che oggi devono ancora trovare una risposta.

Senza dubbio la stampa 3D avrà forte impatto sulle aziende. Ma questo non sarà il solo motore di trasformazione perché quello che cambierà sarà il modo stesso di fare impresa: ogni tipologia di società sarà influenzata fortemente da tutte le nuove tecnologie e dai nuovi trend. Nascerà il cosiddetto digital business.

Ogni business diventerà un business di tecnologia. Si attraverserà il limite tra il digitale e il fisico e si svilupperanno le imprese digitali, dove intere funzioni saranno completamente automatizzate – ha sottolineato Claudio Da Rold, VP Distinguished Analyst Gartner -  Inoltre, uno dei modi per fare innovazione passerà attraverso il crowdsourcing, ossia un modello di business nel quale un’impresa affida la progettazione, la realizzazione o lo sviluppo di un progetto, oggetto o idea ad un insieme di persone non organizzate precedentemente”. 

Sono sempre di più le organizzazioni che stanno abbracciando questo modello e si osserva che le realtà che sapranno esternalizzare attività legate all’innovazione o alla ricerca, guadagneranno, secondo l’analista, di più rispetto a quelle che non lo faranno. Bisogna però tenere in considerazione anche l’altro lato della medaglia: maggiore automatizzazione e adozione del crowdsourcing significano però anche il bisogno di un numero inferiore di lavoratori, tematica non banale, considerati i già alti dati sulla disoccupazione.

E se ciò non bastasse, a questo si deve aggiungere un altro aspetto sollevato dalla crescente digitalizzazione: la sicurezza dei dati degli utenti. Dati che se da una parte risultano sempre più importanti per le imprese che possono così effettuare azioni mirate con un conseguente minor spreco di risorse, dall’altra rappresentano già oggi uno degli obiettivi primari dei cyber criminali. Inoltre, proprio per la loro crescita in termini di volume, i dati saranno impossibili da proteggere completamente. Si tratta di una sfida al di fuori delle nostre possibilità. Non a caso assisteremo, secondo Gartner, a vere e proprie fughe di dati, come già avvento per il caso Datagate. Utenti, aziende e governi dovranno quindi concentrarsi soltanto sui dati veramente sensibili, evitando di “sprecare” risorse per la protezione di informazioni di basso valore.

La multinazionale individua anche nelle smart machine e nell’Internet of Things due elementi che caratterizzeranno fortemente il futuro. Le macchine intelligenti supporteranno sempre più le persone: oggi Siri di Apple e Watson di IBM ne sono già esempi di successo. Inoltre, se da un lato le smart machine ridurranno “lo spazio lavorativo” degli individui, dall’altro, nei prossimi dieci anni, eviteranno alle persone di eseguire il 10% delle attività nocive.

Per quanto riguarda invece l’Internet delle Cose è ormai indubbio che i dispositivi saranno sempre più connessi e rafforzeranno i legami tra persone, imprese e tecnologie. Grande attenzione sarà data ai “wereables”, ossia i dispositivi indossabili.

Concludendo, la nuova rivoluzione digitale porta con sè certamente sfide da superare e minacce da affrontare ma è anche sinonimo di grandi opportunità che, se ben sfruttate, consentiranno di colmare il GAP tecnologico con l’Europa, favorendo la crescita economica del nostro Paese. Pertanto è opportuno pensare a come digitalizzare i processi di business per aumentare l’efficienza e l’efficacia di imprese e Stato, ma anche vedere l’IT come motore di sviluppo e non solo come modo per ridurre i costi. Quel che però è più importante è la tempestività: è arrivato il momento di agire. L’opportunità è oggi.

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