Agenda digitale italiana, già pronti 3 miliardi di euro

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Il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, lancia il primo investimento per costruire l’infrastruttura digitale italiana. Un primo passo verso altri grandi interventi per azzerare il digital divide. Intanto nasce l’Agenzia per l’Italia digitale

L’Agenda digitale italiana impone interventi rapidi per restare in scia agli altri Paesi del nostro stesso livello dell’Unione europea. Da oggi a Horizon 2020 l’Italia deve affrontare passi importanti per dotarsi di una infrastruttura adeguata alle esigenze della popolazione di qualsiasi area geografica. Per fare ciò ci vogliono massicci investimenti che, attraverso soprattutto i bandi o i finanziamenti provenienti dalla Commissione europea, danno la possibilità a diversi attori di poter lavorare per il futuro tecnologico del Bel Paese.

 

Per questo motivo, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha promosso un primo investimento di 3 miliardi di euro. Un passo iniziale che porterà ad altre operazioni, di ben più grande importanza economica, per rilanciare la nazione. L’obiettivo imminente è quello di azzerare il Digital divide che nel nostro territorio è una realtà costante vista anche la conformazione geografica dello “stivale”.

 

Passera, più volte ascoltato su questo tema, ha nuovamente espresso in una recente intervista che il Digital divide dovrà essere annullato nel 2013. Coprire quelle zone in cui gli abitanti non hanno la possibilità di connettersi a Internet è dunque la priorità del Governo per incominciare la rivoluzione tecnologica tanto sospirata.

 

La Banda larga resta, per questo motivo, l’unica chiave di volta per affrontare questa impresa titanica. Per il momento solo poche Regioni hanno le credenziali per poter sviluppare un simile progetto, ma i fondi pronti per iniziare i lavori ci sono, anche se lo stesso ministro per lo Sviluppo economico confida anche in interventi finanziari dei privati. Vedremo.

 

Intanto è nata l’Agenzia per l’Italia digitale che prende il posto della DigitPA, ovvero l’ente che si prende in cura la diffusione delle tecnologie per l’innovazione italiana. Sarà il solito carrozzone statale? Non possiamo dirlo per ora.