Nokia, una piattaforma in fiamme. Ma è pronto l’accordo con Microsoft

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di Redazione BitMat

Così la descrive il ceo Stephen Elop in una mail ai dipendenti. E traccia un'analisi spietata della situazione. E' mancata l'innovazione. In arrivo un accordo con Microsoft?



E’ leader di mercato, ma continua a perdere share. Negli anni Novanta è stata una case history di successo e oggi lo è ancora. Ma solo case history, il successo non c’è più. Il declino di Nokia è ormai evidente, insegna a tutti che l’innovazione è fondamentale, come spiega anche il ceo della società finlandese, Stephen Elop, che in una mail ai dipendenti racconta il difficile momento.

Una botta di sincerità che mostra le difficoltà della società finlandese.
Elop la prende alla lontana, racconta la vicenda di un uomo che si trova su una piattaforma petrolifera in fiamme e per salvarsi deve buttarsi in acqua. Pena la morte.

Questa immagine riassume, secondo il ceo, la situazione del colosso finlandese che in questo momento si trova “su una piattaforma in fiamme e deve fare una scelta”.

“Dobbiamo decidere come cambiare” è l’indicazione di Elop che dopo avere ascoltato tutto il mondo che gira intorno a Nokia spiega ai dipendenti cosa ha imparato. Nulla di sensazionale, sono analisi che molti avevano già fatto, ma che assumono particolare valore proprio perché arrivano pubblicamente dal vertice della multinazionale.

Elop è spietato, non nasconde nulla. Alla vigilia dell’11 febbraio quando sarà svelata la nuova strategia, spiega che i competitor sono molto più veloci rispetto a Nokia: Apple ha sconvolto il mercato ridefinendo lo smartphone e ha coinvolto gli sviluppatori in un potente ecosistema”. In questo modo è passata da una quota di mercato del 25% al 61%. “Hanno cambiato il gioco”.

Non bastava la Mela, è arrivato anche Android che in un paio d’anni ha creato una piattaforma che attrae sviluppatori, service provider e i produttori di hardware. Android è presente nella fascia alta, sta vincendo nel midrange e gudagna rapidamente spazio nei cellulari sotto i cento dollari.
“Google è diventata una forza gravitazionale che attrae gran parte dell’industria innovativa al suo interno”.

E poi c’è la Cina che produce a prezzi incredibili.

In tutto questo cosa è successo a Nokia? “Siamo rimasti indietro, abbiamo mancato i grandi trend, abbiamo perso del tempo” è l’amara constatazione di Elop. “Siamo in ritardo di anni”.
Il primo iPhone è del 2007 e ancora oggi non abbiamo un prodotto simile a questo. Android esiste da un paio d’anni e ha conquistato la leadership negli smartphone. “Incredibile”.

Non che Nokia abbia perso le capacità interne di sviluppare innovazione, “ma siamo lenti ad arrivare sul mercato. Abbiamo MeeGo, ma alla fine del 2011 avremo un solo smartphone sul mercato che utilizza la piattaforma” (ma alcune voci dicono che il progetto ha subito uno stop).

Nel midrange “abbiamo Symbian che ha dimostrato di essere non competitiva in Nord America. In più ha dimostrato di essere un ambiente difficile da sviluppare soprattutto di fronte alla richieste che arrivano dal mercato consumer”.

Nulla si salva. Nella fascia bassa di prezzo gli Oem cinesi vanno alla velocità della luce sfornando nuovi prodotti e “mettendoci il tempo che in Nokia impiegamo per fare una presentazione in Powwerpoint”. Sono veloci e cheap. “E fino a oggi abbiamo pure combattutto con i proiettili sbagliati. Dobbiamo ancora approcciare ogni fascia di prezzo con il device adatto”.

L’azienda capace di conquistare il mercato dei cellulari si è trasformata in un animale che non esiste in natura. Il primo elefante finlandese della storia.
“La battaglia per i device è diventata una guerra di ecosistemi dove ecosistema non include solo hardware e software, ma sviluppatori, app, ecommerce, advertising, search, social applications, location-based services, unified communications e molte altre cose. I nostri competitor non guadagnano quote di mercato con i device, ma con un intero ecosistema. Questo significa che dobbiamo decidere come realizzare questo ecosistema”.

Anche la consumer preference è in calo. In Uk Nokia ha lasciato sul terreno 8 punti percentuali rispetto allo scorso anno e male va anche su altri mercati per importanti come Russia, Germany, Indonesia, Uae, “and on and on and on”.

Come siamo potuti arrivare a questo punto?, si chiede il Stephen Elop. “Non abbiamo prodotto innovazione abbastanza in fretta. Non collaboriamo internamente”.
Nokia, la nostra piattaforma, sta bruciando.

Da domani si cambia. E il Wall street journal parla di un accordo con Microsoft che non sta facendo faville con il suo Windows mobile phone 7. L’unione di due debolezze?
 

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