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Bankitalia e siti web delle banche non corretti

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di Carlotta Lazzaroni

Su quindici siti Internet delle maggiori banche italiane, dieci presentano delle scorrettezze

Un gran numero di siti web delle più importanti banche italiane presentano, informazioni incomplete, scorrettezze o caratteri troppo piccoli.

 

Questo è quanto si evince da un’indagine che è stata svolta dalla Banca d’Italia, che ha dato l’ok per il mobile payment, su mandato della Commissione dell’Unione Europea, una delle principali istituzioni dell’Unione europea, suo organo esecutivo e promotrice del processo legislativo, e in accordo con l’Autorità Antitrust, che è andata contro Apple per la garanzia del venditore, istituita in Italia nel 1990 è un’istituzione indipendente, che prende le sue decisioni sulla base della legge, senza possibilità di ingerenze da parte del Governo nè di altri organi della rappresentanza politica.

 

L’indagine ha preso in considerazione i siti Internet delle maggiori banche italiane, quelle che controllano il 50% circa del mercato creditizio italiano.

 

Banca d’Italia, che costituisce la banca centrale della Repubblica italiana ed è parte del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e dell’Eurosistema, ha analizzato in particolare quindici siti web e in ben dieci casi si sono verificate delle scorrettezze. Tra tutte le anomalie riscontrate quella più diffusa è l’uso di caratteri che risultano essere decisamente troppo piccoli per la documentazione e che rendono, di conseguenza, molto difficoltosa la lettura.

 

Un’altra scorrettezza che si è evidenziata è che, molto spesso, il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) citato non include tutti i costi a carico del cliente, oppure viene riportato senza alcun tipo di esempio.

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