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Spam: l'Italia al top fra i paesi più colpiti

4 marzo 2010
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Le rilevazioni di Symantec ci mettono al primo posto in classifica. va un po' meglio con i virus

Spam in crescita. Secondo il MessageLabs intelligence report Symantec di febbraio 2010 è stato rilevato un incremento dei livelli di posta indesiderata che hanno raggiunto l’89,4% del totale, pari al 5,5% in più rispetto al mese precedente. La crescita è in gran parte attribuibile all’aumento del numero di email infette provenienti dalle reti bot Grum e Rustock.

Anche l'Italia segue il trend di crescita visto che si mantiene al 93,4% anche se in leggero calo rispetto al mese precedente. Il dato però ci permette di essere in testa alla classifica mondiale dei paesi colpiti da spam.
Nel corso dell’ultimo anno, i volumi di spam distribuiti da Grum sono rimasti pressoché invariati, ma a partire dal 5 febbraio hanno subito un incremento del 51% che ha portato la rete bot ad essere responsabile del 26% dello spam totale (a fronte del 17% raggiunto normalmente). Un'altra grande ondata di spam è stata rilevata il 17 febbraio, quando i volumi globali sono aumentati del 25% raggiungendo il picco massimo per questo mese. Secondo MessageLabs Intelligence, in entrambi i casi sopracitati l’aumento di attività malevola è legato ad un tipo di attacco proveniente dal Canada e che sfrutta tematiche farmaceutiche: le email di questo tipo costituiscono attualmente il 65% dello spam totale.

Se a febbraio il volume degli attacchi è aumentato, allo stesso tempo le dimensioni dei messaggi infetti sono diminuite, così come il numero di e-mail contenenti allegati. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, il numero di allegati a email infette è diminuito significativamente, passando dal 10% ad aprile 2009 a meno dell’1% a febbraio 2010. Di conseguenza, le dimensioni medie di un messaggio malevolo sono scese dai 5 Kb di ottobre 2009 ai 3,3 Kb di febbraio 2010.

Per quanto riguarda i virus a febbraio la proporzione globale di virus diffusi via posta elettronica nel traffico email da fonti pericolose, nuove o precedentemente sconosciute, è stato di 1 email su 302,8 (0,33%), dato che riflette un incremento dello 0,02% rispetto al mese precedente. A febbraio il 30,5% del malware veicolato tramite email conteneva link a siti pericolosi, con un aumento del 17,3% rispetto a gennaio. Per l'Italia il dato è di 1 email su 432,2, mentre il mese precedente era di 321,8.

L’attività di phishing è stata invece pari a 1 e-mail ogni 456,3 (0,22%), con un incremento dello 0,04% rispetto al mese precedente. Valutato come parte delle minacce veicolate tramite e-mail quali virus e trojan, il numero di email di phishing è aumentato del 5,1%, andando a costituire il 56,1% di tutte le minacce di malware veicolate tramite email.

L’analisi della sicurezza web indica che il 41,6% del malware intercettato in rete è stato creato nel mese di febbraio, con una riduzione dello 0,1% rispetto al mese precedente. MessageLabs Intelligence ha anche identificato una media di 4,998 nuovi siti web al giorno ospitanti malware e altri programmi pericolosi come spyware e adware, per un aumento pari al 184% rispetto al mese di gennaio.

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